Dalla politica alla tavola: le ricette di Renata Briano per Caseificio Val D’Aveto

Renata Briano

Dalla politica alla tavola: le ricette di Renata Briano per Caseificio Val D’Aveto

Inizia la collaborazione tra Caseificio Val D’Aveto e Renata Briano, ex europarlamentare e autrice del portale “La mia politica in cucina”.

Politica e cucina, un binomio un po’ atipico, ma decisamente intrigante. Nelle prossime settimane, Caseificio Val D’Aveto avrà il piacere di collaborare con Renata Briano, ex europarlamentare e protagonista del food blog “La mia politica in cucina”. Insieme a noi curerà alcune ricette che saranno pubblicate prossimamente sui nostri profili social.

Nel caso di Renata, dalla passione per la politica all’amore per la cucina, il passo è stato breve, ma soprattutto gustoso. In questo nuovo progetto ha saputo unire tutto il suo impegno per le tematiche di cui si è sempre occupata a valori come la genuinità, la semplicità e la qualità degli ingredienti scelti. Con un occhio di riguardo all’ambiente, alla biodiversità e alle produzioni locali liguri.

Dalla politica alla passione per la cucina: quando e com’è nata questa nuova avventura?

Ho sempre avuto tanta passione per la cucina, per il territorio e la natura. Ma il mio impegno in politica (Provincia di Genova, Regione Liguria e Parlamento Europeo) non mi ha lasciato molto tempo per dedicarmici come avrei voluto.
Poi, tra il 2018 e il 2019, capisco di non voler più fare politica nel senso tradizionale del termine. Peraltro, l’ho sempre considerata solo una fase della mia vita. Così ho preso un diploma da cuoca professionista presso il Centro europeo di formazione: un corso online in cui ci si mette alla prova sia sui libri sia su prove pratiche.

Cosa rappresenta, oggi, “La mia politica in cucina”?

Oggi ormai è un’attività vera e propria che occupa una parte importante della mia settimana, intesa di sette giorni.
Ho iniziato sulla mia pagina Facebook, dove pubblicavo sempre più frequentemente le foto di piatti e ricette. A fine settembre 2019 il “salto di qualità”, un blog intitolato appunto “La mia politica in cucina”. Naturalmente il mio background politico non l’ho smarrito e quindi le linee guida del blog sono state fin dal primo giorno: attenzione all’ambiente, riduzione degli sprechi alimentari, utilizzo di prodotti stagionali (possibilmente biologici), promozione di prodotti di qualità derivanti da agricoltura, allevamento e pesca sostenibili, particolare attenzione ai territori più svantaggiati del nostro entroterra.
Oggi i problemi delle grandi città spesso fanno dimenticare alla politica i piccoli Comuni di montagna che devono affrontare quotidianamente problemi molto complessi.
Con l’aiuto dei social e avvantaggiata dalla mia popolarità i risultati sono arrivati molto rapidamente e questo è un elemento di sprone fortissimo.

Quanto influiscono sulla tua cucina le tradizioni e le tue radici liguri?

Sono la base del blog. Le mie ricette partono dalla tradizione. Mi piace intervistare le mamme e le nonne. Raccogliere i loro piatti e i loro segreti, provarli, scriverli e, a volte, rivisitarli in chiave più moderna. Parto dalla Liguria con i suoi prodotti di qualità per poi studiare anche ricette delle altre regioni italiane e di altri paesi.
Con la cucina ripercorro la mia storia: dalla Liguria a Bruxelles portando con me le mie radici con uno sguardo curioso verso la cultura gastronomica di tutto il mondo. Perché la cucina è cultura!

Il piatto che ti ricorda l’infanzia?

L’uovo alla coque, cucinato da mia mamma e appena raccolto dal pollaio da mio papà. L’uovo arrivava a casa ancora tiepido, perché mio padre aveva un allevamento di cani con l’orto e qualche animale da cortile proprio dietro casa nostra, in Val Polcevera. La ricetta più semplice che esista ma il sapore di quelle uova me lo ricordo ancora adesso.
Al giorno d’oggi, in città, non è più possibile assaporarlo ma qualche volta gironzolando tra i monti mi è capitato di mangiare di nuovo qualche uovo freschissimo.

Uno dei tuoi migliori trucchi in cucina da suggerire ai lettori?

Non avere fretta… piuttosto, se non si ha tempo, cucinare cose semplici e veloci. Esistono moltissime ricette facili, pronte in pochi minuti che però danno un sacco di soddisfazione e rendono allegra la nostra tavola. Vedo che anche sul mio blog spesso hanno più successo queste ricette rispetto ai piatti più complicati. La bontà di un piatto non dipende dal tempo o dalla difficoltà ma dalla qualità della materia prima che si utilizza.
Quindi… piatti semplici e prodotti di qualità!

Come ci hai conosciuto? Quali sono i suoi prodotti preferiti? E quali caratteristiche apprezza particolarmente?

Conosco il Caseificio Val d’Aveto da moltissimi anni, da quando ero Assessore all’Ambiente in Provincia di Genova. Ho sempre apprezzato la qualità dei suoi prodotti ma anche il fatto che sia un’azienda motore di sviluppo per un territorio meraviglioso e, nello stesso tempo, molto complicato. Ci vuole coraggio ad investire in Val d’Aveto e per questo ammiro molto chi ci ha creduto ed è rimasto a lavorare lì.
I prodotti? Mi piacciono tutti… dai formaggi più o meno stagionati agli yogurt. Vedrete quanto li amo nelle mie ricette dove cercherò di valorizzarli al meglio.
Quello che mi piace di più è il fatto i prodotti del caseificio regalino i profumi della natura e i sapori della tradizione; sono l’espressione di un lavoro che s’intreccia alla qualità: della vita, dell’aria, del cibo.